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Ecco l'erede della Ferrari Roma

Aggiornamento: 20 mar

Impostazione rimasta identica, stile e potenza cambiano senza stravolgere una ricetta vincente.


Ferrari Amalfi a sinistra, Ferrari Roma a destra
Ferrari Amalfi a sinistra, Ferrari Roma a destra

Storicamente Ferrari non fa restyling. D'altra parte non stiamo parlando di una Casa generalista ma del più famoso brand automotive al mondo. Così ogni novità viene ribattezzata, anche se i cambiamenti rispetto al modello che va a sostituire non sono così dirompenti. E così in quel di Maranello è nata la Ferrari Amalfi, erede della Roma.


Un passaggio di consegne che dalla celebrazione della Dolce Vita passa al sole del mar Tirreno, mantenendo praticamente intatte le proporzioni e l'impostazione generale dell'auto, modificando e aggiornando nei punti giusti.



Gli esterni


All'epoca (era la fine del 2019) la Ferrari Roma stupì molti (diciamo tutti) con le sue linee di rottura rispetto a quelle classiche cui Flavio Manzoni, responsabile del design di Maranello, ci aveva abituato. Non era (come in molti avevano ipotizzato) una Portofino con il tetto fisso. No. Le sue linee erano inedite, più dolci e levigate che mai, per una pulizia generale quasi spiazzante.


Da lei la Amalfi prende ispirazione, guardando però alla 12cilindri per differenziarsi, specialmente al frontale. I gruppi ottici rimangono sottili e da loro parte una linea che li unisce. Sparisce la griglia, per un minimalismo ancora più spinto, che non rinuncia naturalmente a soluzioni sopraffine per l'aerodinamica. Semplicità al potere, senza semplicismi. Per averne un ulteriore esempio basta passare al posteriore, dove le luci rimangono sottilissime, squarci rossi nella carrozzeria, e l'ala mobile è nascosta, pronta a sorgere così da regalare un carico verticale di 110 kg ai 250 km/h.


Modello

Lunghezza

Larghezza

Altezza

Passo

Roma

4.65 m

1.97 m

1.3 m

2.67 m

Amalfi

4.66 m

1.97 m

1.3 m

2.67 m



Gli interni


Che parlando di Ferrari si metta al centro il volante può risultare strano. Spiazzante. Forse addirittura stonato. Ma è quella la briglia per domare tutti i Cavallini, Amalfi inclusa. Non solo a livello di dinamica di guida: oramai le razze ospitano una quantità a volte eccessiva di pulsanti, leve e via dicendo. Spesso però ci si dimentica dell'ergonomia. Tradotto: bisogna offrire facilità a chi guida.


Gli interni
Gli interni

Un punto che sulla Ferrari Roma non spiccava, complici i comandi touch sul volante. Belli da vedere, meno da utilizzare. Una critica mossa da numerosi clienti e arrivata in quel di Maranello dove, prontamente, hanno rimediato al problema.


Ecco quindi che sulla Ferrari Amalfi tornano i comandi fisici sul volante. Belli e comodi. Non manca naturalmente l'iconico manettino per cambiare il carattere della GT del Cavallino. Più docile per andare a passeggio, un concentrato di potenza (640 CV) per divertirsi in pista.


Il resto cambia e non poco, con il monitor centrale in posizione orizzontale e non più verticale, bocchette dell'aria ridisegnate e altri particolari completamente nuovi. Rimangono la strumentazione digitale e il monitor (opzionale) per il passeggero. E poi tanta cura per i dettagli, materiali pregiati e la solita possibilità di personalizzare praticamente ogni particolare.



Lunga vita al V8


Eccoci alla parte più importante. Niente downzising, niente elettrificazione. Nemmeno leggera o leggerissima. La Ferrari Amalfi mantiene il V8 da 3,9 l della Roma, dandogli nuova linfa aggiungendo 20 CV, per arrivare a 640. Certo, è a tutti gli effetti la Ferrari meno potente di tutte, sfido però chiunque a lamentarsi del risultato finale.


La novità rispetto alla Roma però va al di là dei freddi numeri. Il V8 biturbo della famiglia F1 54 infatti beneficia di una serie di migliorie come alberi a camme più leggeri, turbo capace di girare più velocemente (fino a 17.000 giri/min), centralina modificata e nuovo basamento. Il risultato - dicono in Ferrari - è una maggior reattività generale. Grazie anche al cambio automatico doppia frizione a 8 marce, con strategie di funzionamento ottimizzate. La velocità massima rimane invariata (320 km/h) mentre migliora di 1 centesimo il tempo sullo 0-100 che passa da 3.4 a 3.3 s. Migliora anche lo spazio di frenata, grazie al nuovo sistema brake-by-wire.



Ferrari Roma

Ferrari Amalfi

Motore

V8 biturbo da 3.9 l

V8 biturbo da 3.9 l

Potenza

620 CV

640 CV

Coppia

760 Nm

760 Nm

Cambio

DCT a 8 marce

DCT a 8 marce

Velocità max

320 km/h

320 km/h

0-100 km/h

3.4 s

3.3 s



I prezzi


Non è mai esistita né mai esisterà una Ferrari economica. Altrimenti non sarebbe una Ferrari. Esiste invece una Ferrari meno cara di tutte e questa è la Amalfi, con prezzo a partire da 240.000 euro. Ai clienti poi fare i calcoli sull'importo da aggiungere per optional e personalizzazioni vari.


Si tratta di un incremento del 20% circa rispetto al prezzo della Ferrari Roma, venduta ai tempi a partire da 200.000 euro circa. L'idea di una Roma usata vi stuzzica? Sappiate che sul portale pre owned di Ferrari, dedicato all'usato certificato, si parte da 200.000 e si arriva a superare i 250.000 euro.

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